Mastoplastica Additiva
Il seno è un organo bilaterale,
complesso, che oltre alla sua funzione secretoria nutrizionale,
molto importante per la specie umana, risulta l'unico
organo sessuale femminile esterno.
Il seno presenta caratteristiche proprie e variabili,
rendendo impossibile identificare un canone di bellezza
rigido: la bellezza della mammella è principalmente
nella sua individualità. Le alterazioni del seno,
costituzionali come l’ipomastia o proprie dell’invecchiamento
o le deformità acquisite in seguito a pregresse
condizioni di salute come l’obesità e il
dimagrimento o in seguito ad interventi chirurgici,
risultano tollerate con grande difficoltà dalle
pazienti. La donna si può sentire attinta nella
sua immagine corporale, che risulta importante per preservare
integralmente il suo lato psichico, tanto da ricorrere
ad un intervento chirurgico di aumento e miglioramento
del seno noto da un punto di vista tecnico come Mastoplastica
Additiva.
Indicazioni all’intervento di Mastoplastica
Additiva
La mastoplastica additiva viene eseguita
nei casi di ipoplasia mammaria (ipomastia) unilaterale
o bilaterale, di natura congenita, endocrina o acquisita.
Le pazienti occasionalmente richiedono questo tipo di
intervento, anche per risolvere problemi di asimmetria
del seno.
L'indicazione per l’aumento del seno è
ovviamente indipendente dalla tecnica impiegata.
Valutazioni preliminari all’intervento di Mastoplastica
Additiva
Occorre che la paziente sia motivata
e determinata ad affrontare l’intervento e che
abbia aspettative compatibili con i miglioramenti ottenibili
sottoponendosi all'intervento di mastoplastica additiva.
La paziente viene inoltre sempre orientata preventivamente
in relazione alle asimmetrie già esistenti, che
rimarranno dopo l'intervento e fino a che punto queste
possano essere tollerate dopo l’intervento.
Aspettative esagerate o non rispondenti alle possibilità,
determinano inevitabilmente l’esclusione dell’indicazione
all’intervento chirurgico di mastoplastica additiva.
Durante la visita medica vengono investigati gli eventuali
procedimenti già effettuati sul seno e i suoi
risultati ed una eventuale storia familiare di cancro
del seno o eventuali insoddisfazioni che la paziente
può esternare.
Durante gli interventi di mastoplastica riduttiva, mastopessi
o mastoplastica additiva, le alterazioni benigne riscontrate
prima o durante un intervento chirurgico, vengono tenute
sotto controllo con visite periodiche presso un senologo
esperto. La presenza di alterazioni dubbie rilevate
prima dell’ intervento, prevede una valutazione
per programmare un eventuale trattamento concomitante
al procedimento estetico, che potrà essere effettuato
esclusivamente sotto specifica indicazione di un senologo.
Da un punto di vista estetico inoltre la presenza di
ptosi può essere solo parzialmente corretta inserendo
esclusivamente le protesi mammarie, senza la necessità
di lunghe incisioni correttive sul seno, tuttavia occorre
avvisare la paziente circa i gradi residui di ptosi,
che potranno rimanere utilizzando questa metodologia.
Qualora il difetto residuo non sia ben accettato, l’unica
opzione percorribile rimane la mastopessi.
Controlli diagnostici del seno prima dell’intervento
di mastoplastica additiva
La mammografia e l'ecografia mammaria
sono esami complementari, che vengono spesso richiesti
entrambi prima dell’intervento, o singolarmente
secondo l’età della paziente. I controlli
per il seno da effettuare prima dell'intervento di mastoplastica
additiva, ricalcano i normali controlli diagnostici
per la mammella, che variano secondo l’età
e consistono fondamentalmente in una ecografia, a cui
verrà associata secondo le indicazioni, una mammografia.
La prima mammografia dovrebbe esser fatta a partire
dai 35-40 anni o prima, secondo indicazione medica.
Dopo i quaranta anni deve esser fatta almeno ogni due
anni e annualmente dopo cinquanta anni, accompagnata
da una visita specialistica.
Protesi mammarie
Le protesi mammarie più utilizzate
si dividono in impianti contenenti silicone, una volta
allo stato liquido, oggi allo stato di gel coesivo per
evitare il riassorbimento sistemico in caso di rottura
ed impianti contenenti soluzione salina, questi ultimi
ancora molto in voga nel nord america.
Per quanto riguarda la forma, le protesi possono essere
rotonde o anatomiche, queste ultime maggiormente utilizzate
nelle ricostruzioni del seno.
Le protesi hanno poi profili differenti: gli impianti
ad alto profilo si presentano più stretti, con
maggiore proiezione e si prestano meglio per il torace
stretto, producono una maggiore proiezione del seno
e riempiono di più in caso di mammelle flaccide.
Le protesi di basso e moderato profilo, presentano maggiore
diametro con minore proiezione. Sono utilizzate in pazienti
con torace più ampio e mammelle a base maggiore.
Tipi di incisioni per inserire le protesi
Le protesi mammarie possono essere
collocate utilizzando vari tipi di incisioni, che generalmente
variano sulla base delle preferenze e dell’esperienza
del chirurgo. Il desiderio della paziente circa la localizzazione
della cicatrice può influire sul tipo di accesso
scelto.
Mastoplastica additiva con incisione sottomammaria
L’incisione sottomammaria risulta
ancora oggi l’approccio più comunemente
utilizzato per inserire le protesi mammarie. Con questo
approccio viene realizzata una incisione di 3-4 cm,
adiacente al solco sottomammario. Questo è l’approccio
più diretto al piano di collocazione delle protesi
mammarie ed è quello con cui in genere l’intervento
risulta più rapido e facile da eseguire per il
chirurgo. I problemi associati all’approccio sottomammario
includono una maggiore visibilità della cicatrice.
I problemi di visibilità sono legati specialmente
alla difficoltà di far coincidere l’incisione
con il nuovo solco sottomammario, che si viene a creare
con l’inserimento delle protesi. Un ulteriore
possibile problema, che si riscontra in percentuali
più alte rispetto agli altri accessi sono la
palpabilità della protesi e la possibilità
di estrusione della protesi in seguito alla pressione
della protesi sulla zona di incisione.
Mastoplastica additiva con incisione Periareolare
Quando le protesi vengono inserite
utilizzando una incisione posta sul contorno della areola
(generalmente sul contorno inferiore) si parla di incisione
periareolare. A volte utilizzando questo tipo di incisione,
la cicatrice risulta esuberante e visibile. Il confezionamento
della tasca protesica con questo approccio risulta più
difficoltoso. La dissezione necessaria per arrivare
al piano di collocazione della protesi necessita il
passaggio attraverso la ghiandola o il piano sottocutaneo
del polo inferiore della mammella. Problemi legati a
tali dissezioni attraverso ghiandola o sottocute possono
essere associati a microcalcificazioni e formazioni
di cisti. La sensibilità della areola può
inoltre in casi rari diminuire o essere compromessa
utilizzando questa incisione.
Mastoplastica addtiva con incisione ascellare
Il vantaggio principale dell’incisione
sotto l’ascella per inserire le protesi mammarie
è quello di non dover porre cicatrici direttamente
sul seno. L’approccio ascellare non consente al
chirurgo una buona esposizione interna per la preparazione
della tasca protesica. Questo problema viene ovviato
da alcuni, utilizzando speciali strumenti di dissezione
o l’endoscopio. La possibilità di parestesie
al livello del complesso areola capezzolo esistono anche
con questo tipo di approccio. Ottenere tasche simmetriche
risulta inoltre leggermente più difficoltoso
specialmente per posizionare correttamente l’altezza
dei due solchi sottomammari. In alcuni casi come per
la capsulectomia in seguito a contrattura capsulare,
può non risultare agevole la via ascellare ed
essere necessaria una incisione addizionale sottomammaria
o periareolare.
Mastoplastica additiva con incisione periombelicale
L’approccio periombelicale prevede
il posizionamento di protesi mammarie passando attraverso
una piccola incisione fatta sul bordo dell’ombelico.
Lo svantaggio principale consiste nell’impossibilità
di usare protesi di silicone, più morbide e compressibilii
al tatto rispetto a quelle saline, che vengono inserite
sgonfie, con questo metodo e riempite durante l’intervento
una volta posizionate al livello del piano sottoghiandolare
o sottomuscolare. Lo scollamento della tasca protesica
risulta inoltre, con questo metodo, estremamente difficoltosa,
con alte percentuali di asimmetrie anche in mani esperte.
Eventuali complicazioni come l'ematoma o l'infezione
richiedono quasi sempre la conversione ad una delle
incisioni tradizionali per rimuovere l’impianto.
Inoltre questo metodo richiede impianti dedicati con
speciali valvole la cui tenuta a lungo termine è
ancora oggetto di controversie.
Piano di inclusione delle protesi mammarie
La scelta del piano di collocazione
delle protesi nella mastoplastica additiva, dipende
sempre dall'esame pre-operatorio, dal volume mammario
esistente, dalla presenza di flaccidità cutanea
e della grandezza della protesi che è stata scelta.
Se la mammella esistente è di volume adeguato
a coprire sufficientemente la protesi, si adotta generalmente
la tecnica sottoghiandolare, mentre negli altri casi
si opta per l’impianto delle protesi sotto il
muscolo. Anche la forma della mammella, la ptosi e la
profondità della piega sottomammaria influiscono
sulla scelta del piano di collocazione, per ottenere
un adeguato risultato estetico.
Mastoplastica sottoghiandolare
La protesi viene collocata in un piano
realizzato subito sotto la ghiandola mammaria e sopra
il muscolo pettorale. I vantaggi di questo approccio
possono essere così riassunti:
La ghiandola è posizionata sopra il muscolo e
quindi risulta più adeguato riempire la zona
sopra il muscolo e non sotto, per ottenere una forma
più naturale.
La percentuale di contrattura capsulare e rippling utilizzando
il piano sottoghiandolare è solo leggermente
superiore rispetto all’approccio sottomuscolare.
Non è necessario incidere o disinserire il muscolo
per posizionare la protesi.
In presenza di ptosi l’approccio sottoghiandolare
consente un sollevamento del seno in grado di correggere
la caduta del seno in maniera più adeguata rispetto
all’approccio sottomuscolare.
Una significativa riduzione del dolore port-operatorio
si verifica inoltre con questo approccio.
Mastoplastica Sottomuscolare
La protesi viene collocata in un piano
realizzato sotto il muscolo grande pettorale. I vantaggi
di questo approccio possono essere così riassunti:
Il muscolo che copre l’impianto minimizza la formazione
di contrattura capsulare.
In caso si plissettature, ondulazioni e irregolarità
(rippling), queste risulteranno minimizzate nell'inserimento
delle protesi sotto il muscolo.
L’esame mammografico con le protesi collocate
sotto il muscolo risulta più accurato.
La protesi risulta meno visibile e palpabile specie
se la paziente presenta poco tessuto ghiandolare.
Lo scollamento del piano sottomuscolare è più
agevole rispetto a quello sottoghiandolare.
Altri tipi di inclusioni come il dual
plane e il sottofasciale verranno discussi in dettaglio
all’interno del sito.
Considerazioni post operatorie sulla mastoplastica
additiva
L’intervento di Mastoplastica
Additiva generalmente consente un facile recupero. La
paziente può ritornare al proprio lavoro in tempi
brevi, generalmente 3-5 giorni per attività sedentarie.
Esercizi fisici moderati possono essere ripresi dopo
il primo mese dall' intervento chirurgico di mastoplastica
additiva. Tuttavia nella tecnica sottomuscolare, si
consiglia un'attenzione particolare agli esercizi fisici,
che sollecitano il muscolo pettorale e che non potrebbero
essere eseguiti prima di due mesi.
In entrambe le tecniche alle pazienti vengono consigliati
massaggi postoperatori (drenaggi e manipolazioni del
seno), da realizzare giornalmente mediante autopalpazione
per un periodo di circa sei mesi, un anno.
Gli impianti vengono garantiti dalle case produttrici
a vita, tuttavia è possibile che le protesi debbano
essere sostituite dopo molti anni secondo le necessità
e in alcune circostanze particolari occorre prendere
in considerazione la possibilità di non poterle
ricollocare.
Rischi e complicazioni della mastoplastica additiva
L'infezione e l'ematoma risultano essere
le complicazioni più frequenti nella mastoplastica
additiva.
Il dislocamento delle protesi è una complicazione
possibile specie per i posizionamenti sottomuscolari.
Le pazienti con protesi nello spazio sottomuscolare
vengono generalmente orientate ad evitare l'uso esagerato
della muscolatura pettorale al fine di evitare questa
complicazione.
La perdita di volume degli impianti è una complicazione
esclusiva delle protesi riempite con soluzione fisiologica.
Le plissettature e le ondulazioni sulle mammelle portatirici
di protesi (rippling), sono possibili specialmente quando
il volume protesico eccede le capacità elastiche
dei tessuti.
Le alterazioni della sensibilità del seno sono
complicazioni a risoluzione spontanea, anche se esistono
rari casi di perdita definitiva della sensibilità
del seno
La cattiva cicatrizzazione con visibilità della
cicatrice è spesso legata alle caratteristiche
individuali di cicatrizzazione della paziente.
Le asimmetrie e le irregolarità del contorno
del seno e la eventuale visibilità della protesi
sotto i tessuti sono problemi riscontrabili specie nelle
pazienti con poco volume ghiandolare proprio.
La contrattura capsulare, che rende il seno duro e deforme,
che occorreva con maggiore frequenza quando erano utilizzate
le protesi lisce di vecchia generazione, con l’avvento
delle protesi testurizzate e l'uso dei massaggi postoperatori,
per un periodo prolungato, si è ridotta estremamente.
Prognosi
Nonostante la lunga lista di potenziali
complicazioni l’intervento di mastoplastica additiva
rimane uno dei più sicuri e praticati interventi
di chirurgia estetica. La bassa incidenza delle complicazioni
e la prevedibilità delle possibili problematiche
conseguenti un intervento non riuscito, ha incrementato
il numero di persone che insoddisfatte della forma e
delle dimensioni del proprio seno si sono sottoposte
a questo procedimento chirurgico. In definitiva l’intervento
di Mastoplastica Additiva promuove un miglioramento
delle proporzioni del corpo migliorando le dimensioni
e la forma del seno.
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